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Relazione della prospettiva di vita nello STATO ITALIA

la ricerca di un lavoro è diventata un lavoro

Jobs Act. Per l’Istat è al 39,4%, +1,6% dal novembre 2015. Aumentano gli squilibri: sono gli over 50 a lavorare di più, mentre gli under 49 sono più precari e disoccupati. È una delle eredità della riforma di Renzi. Nel frattempo in Italia cresce una nuova condizione: la ricerca di un lavoro è diventata un lavoro.

Dal 2008 al 2016 più di 500mila connazionali si sono cancellati dall’anagrafe per trasferirsi all’estero. Al primo posto tra le destinazioni dei nuovi emigrati italiani c’è la Germania, seguita da Regno Unito e Francia.

A questo numero va aggiunto un altro dato: i quasi 300mila stranieri, soprattutto provenienti dai Paesi dell’Est, che in questi anni sono rimpatriati nel Paese di origine non trovando più opportunità in Italia.

Fonte: http://www.adnkronos.com/lavoro/dati/2017/06/21/cervelli-fuga-mila-lasciano-italia-per-trovare-lavoro_12g9j4JfNjgkZrUKm6kOmK.html

La fuga di cervelli e di braccia all’ estero è evidente, e la disoccupazione ne è la ragione. Mete come Londra, Berlino o Amsterdam ancora oggi offrono opportunità lavorative superiori

Secondo fonti del Sole 24 Ore nell’ultimo decennio si è giunti a 817.000 italiani espatriati

Fonte: https://fugadeitalenti.wordpress.com/ilsole24ore-com

Fuggono 110mila giovani, ​entrano 150mila immigrati

Giovani ma non solo, scappano dalla crisi e cercano lavoro all'estero. E gli immigrati sbarcati sono 150mila. Ecco i risultati del lavoro dei governi che si sono succeduti.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/news/politica/grande-fuga-dallitalia-110mila-emigrati-nel-2015-1315475.html

E prosegue sempre con dati ISTAT, e se le stime dell’Onu sono corrette – le anticipa il professor Massimo Livi Bacci, il maggiore studioso di demografia – da qui al 2050 perderemo tre milioni e mezzo di abitanti. E questa cifra racconta il declino dell’Italia e insieme dà il segno della distanza che c’è tra l’apparenza e la realtà. I barconi, il fiume di povera gente che si accalca e preme e muore per trovare scampo da noi trasforma quel che non c’è nell’unica realtà conosciuta e nel quotidiano e ossessivo dibattito: l’invasione dello straniero, la difesa dallo straniero.

E l’Istat ci ricorda ancora che anche lo straniero sta andando via dall’Italia a gambe levate: tra il 2007 e il 2013 le iscrizioni all’anagrafe di nuovi cittadini italiani sono scese del 41 per cento. Erano 527mila nel 2007 e sono divenute 307mila. Partono, o ripartono, i migranti. E partono pure i residenti storici, i nostri figli. Nello stesso periodo infatti quasi triplica il numero degli italiani iscritti all’anagrafe estera. Erano 51mila nel 2007, sono divenuti 126mila nel 2013 (+147%).

POVERTA’ Secondo l’ultimo rapporto sulla povertà dell’Istat, pubblicato lo scorso luglio, ci sono 2 milioni 734 mila famiglie, corrispondenti a 8 milioni 465 mila individui, che vivono al di sotto della soglia di povertà relativa. La soglia di povertà relativa per una famiglia di due componenti è pari alla spesa media per persona nel Paese (cioè alla spesa pro-capite). Nel 2016 questa spesa è risultata pari a 1.061,35 euro mensili. Di questi 8 milioni e 465 mila individui, 4 milioni e 742 mila vivono poi in condizioni di povertà assoluta. Non hanno cioè un reddito sufficiente per potersi permettere i beni e servizi inseriti nel paniere di povertà assoluta (casa, cibo, riscaldamento, luce, elettrodomestici indispensabili etc.).

Mancanza di lavoro, mancanza di futuro ed alcuni drastici risultati:

Un esercito di disperati che continua a crescere. È la tragica realtà dei senzatetto in Italia

Homeless, il boom degli invisibili senza fissa dimora

In Italia sono oltre 50 mila a vivere in strada e nei dormitori, fra loro 8 mila donne. La società reagisce all’emergenza ma stenta a organizzare strategie di re-inclusione. È povertà. È disperazione. È degrado. Ed è rischio.

LAVORO E MATRIMONIO  

La situazione dei 13.000 giovani homeless è particolarmente dura nelle città più grandi, perché legata all’immigrazione, alla droga, alle dipendenze e a una forte carenza sul fronte della formazione e delle relazioni sociali. Il minore investimento in capitale umano e sociale per i giovani è fortemente predittivo di grave esclusione sociale nel futuro. È fondamentale dunque che la situazione di questi ragazzi non diventi cronica e che su questi si investa velocemente per la loro reinclusione. Deve essere chiaro che essere senza dimora non è affatto una scelta di vita, come spesso si dice a sproposito, ma il risultato di un processo, che porta al precipitare della situazione anche nell’arco di un brevissimo periodo. I fattori fondamentali che incidono sul fenomeno nel suo complesso, e che spesso si verificano in congiunzione tra loro, sono la perdita del lavoro e la separazione. A questi si sommano i problemi di salute. Il fenomeno degli homeless ha tante sfaccettature, riguarda differenti segmenti di popolazione a cui bisogna rispondere con interventi molto flessibili. 

Ed i motivi oltre alla mancanza di lavoro è l’impossibilità a gestire una casa, basta fare pochi esempi.

Gennaio 2018, aumenti bolletta elettrica: gli importi

L’inverno è la stagione più difficile e non solo perché fa freddo. Gennaio 2018 quest’anno sarà particolarmente nero a causa dei nuovi aumenti sulla bolletta elettrica. Non basta fare attenzione alle spese e ridurre gli sprechi perché la bolletta sarà più salata per tutti. Dal 1° gennaio infatti scattano gli aumenti che potranno arriva al 9% con rincari che riguardano anche la sola componente energia.

Pressione fiscale:

Nessuna variazione positiva per la pressione fiscale. Il totale delle entrate dello Stato rispetto al prodotto interno lordo si attesterà al 42,6% nel 2016, al 42,8% nel 2017, al 42,7% nel 2018 e 2019. Il quadro non migliora nemmeno se si osserva il dato “epurato” del bonus da 80 euro introdotto a partire dal 2014 e contabilizzato, ai fini del bilancio pubblico, come uscita e non come minore entrata: la pressione fiscale (al netto, dunque, degli 80 euro) raggiungerà quota 42,1% alla fine di quest’anno per poi salire e attestarsi al 42,2% per tutto il triennio successivo.

“Non esiste una statistica ufficiale e la sensazione è quella che si voglia nascondere il fenomeno, ma sono migliaia le micro-aziende che si cancellano nel paese e migrano in Stati a bassa fiscalità anche in ambito della comunità europea, usufruendo della mancata armonizzazione del prelievo fiscale in ambito comunitario”.

Poi aggiungiamo anche la fuga della terza fascia, la terza categoria di persone, quella dei “pensionati in fuga”. La definizione, e il paragone con i cervelli in fuga, vengono niente meno che dall’Inps, che alla fine del 2015 mise un faro sul fenomeno nel suo studio “World Wide Inps". Venne fuori che l’Inps nel 2014 erogava all’estero 385mila trattamenti pensionistici, per più di un miliardo di euro in oltre 150 Stati. I dati del 2015, non disaggregati, parlano di una cifra nel frattempo salita a 406mila trattamenti. Dentro questi numeri c’è di tutto: l’emigrante italiano per lavoro (il fenomeno più storico), lo straniero immigrato che ha lavorato in Italia ed è tornato nel Paese di origine o, più in generale, il lavoratore che si muove in un mercato del lavoro globale. Quello che qui conta conoscere è il fenomeno dei “pensionati emigrati”.

La situazione di povertà e di degrado causata dal sistema trova altri riscontri in cui le associazioni mafiose gestiscono di tutto! Dal gioco d’azzardo legalizzato a quello che è il traffico di vite umane!

Cosa di più facile quando non si ha più lavoro e/o casa dire che non si può più pensare al mantenimento dei propri figli! E qui scatta un altro aspetto che è la conseguenza di questo stato di impoverimento generale! Un aspetto devastante!!

Il commercio sulla vita umana

OGNI ANNO IN ITALIA 35MILA FIGLI ALLONTANATI DAI GENITORI

L’allontanamento dei minorenni dalle loro famiglie può verificarsi qualora sia messo a rischio il benessere del bambino, «mai per motivi economici»:
Il provvedimento di allontanamento può essere adottato qualora il genitore «non sia in grado di rispondere ai bisogni di crescita del proprio figlio, lo costringa a vivere esperienze non adatte all’età o non gli assicuri una routine corretta, con orari definiti per mangiare e per dormire. Può capitare che il bambino viva in un ambiente inaffidabile, in cui non ci sia una gestione attenta dei rapporti interpersonali, o in cui per esempio sia costretto ad assistere a scene di violenza tra i genitori».

Ma è davvero la cosa più giusta? Non ci sono altre soluzioni? Quali sono le soluzioni più adatte ad un minore? La soluzione dovrebbe essere il bene del bambino, ma toglierlo dai genitori non è mai il bene del bambino.

Cosa fa uno stato che non riesce a garantire il lavoro ai suoi cittadini? Gli toglie i figli. È come se da domani lo stato che non riesce a garantirmi la sicurezza, a proteggermi dai criminali, decida di condannarmi all’ergastolo perché mi hanno rubato l’auto. Sì, perché togliere un figlio ad un genitore equivale ad un ergastolo o forse, come in questo caso, ad una condanna a morte: per i genitori e per i figli.

togliere i figli ai genitori è:

  • Disumano
  • Gravissimo errore pedagogico e psicologico
  • Controproducente
  • Costoso
  • Un pericoloso delirio di onnipotenza in mano a profili professionali del settore.

Se poi, come accade spesso, le cause non sono gravi come abusi sessuali o maltrattamenti fisici, ma futili motivi, togliere i bambini dai genitori è un’efferatezza brutale e gratuita, che nasconde altri fini economici, politici e di potere.

Un bambino in Italia può essere tolto ai genitori anche perché i genitori litigano, perché i genitori sono separati, perché secondo i giudici i genitori sono troppo vecchi, perché gli hanno dato uno schiaffo di troppo, perché sono troppo poveri e probabilmente perché oggi piove e al giudice gli gira così.

Esempio di motivazioni per cui vengono tolti i figli alla famiglia:

“incapacità genitoriale” o simili (non per abusi oggettivi, gravi e/o accertati)
 genitore incapace di essere emotivamente vicino al bambino
disturbo borderline del minore allontanato o possibilità di essere borderline
madre che rifiuta di dare psicofarmaci al figlio, o la scelta sulla liberta di scelta di cure mediche, oppure madre che potrebbe ricadere in problemi avuti in passato
Perizie parziali o superficiali, o falsate da segnalazioni superficiali o immotivate da parte della scuola o di altri operatori del servizio di psichiatria infantile o ai servizi sociali
Minacce di togliere i bambini alla famiglia se non si aderisce al percorso psicologico/psichiatrico o alla somministrazione di psicofarmaci al bambino
genitore che non vuole l'insegnante di sostegno al figlio ma che vuole che sia trattato come i bambini normali
genitori che non mettono in atto azioni per proteggere la figlia dalla loro conflittualità di coppia

Mancanza di lavoro-povertà, casa troppo piccola o inadeguata o fatiscente
Madre che non ha saputo impedire che la figlia minorenne rimanesse incinta.
madre single con depressione post-parto o madre minorenne
denunce per violenze subite dal proprio partner

Alcuni di questi bambini rapiti per queste motivazioni sono poi tornati a casa dopo anni di lotte e senza che fosse cambiato nulla della situazione iniziale, a ulteriore dimostrazione che la "sottrazione" era sbagliata. Il bene del bambino non viene preservato attraverso l’allontanamento coatto dalla famiglia, perché se si analizzasse il bene psicologico dei bambini, nessun figlio verrebbe allontanato dai genitori, mai!

L’essere tolti ai genitori per i bambini è paragonabile ad un grave lutto, è più traumatico dell’amputazione di un arto, nessun trauma è più forte dell’allontanamento dai genitori. Anche nei casi più complessi e gravi i figli non dovrebbero essere tolti ai genitori. E qualora si evincesse l’assoluta necessità di allontanarlo dalla famiglia per motivi gravissimi come il pericolo di vita, il bambino non dovrebbe andare ad arricchire i proprietari di case famiglie, ma portato da nonni o zii, persone vicine al bambino, e sotto la stretta sorveglianza di un tutor.

E dove vanno questi minori tolti alle famiglie?

Ci sarebbe il sospetto che questa tendenza alla separazione del minore dai suoi genitori possa nascondere il subdolo scopo di alimentare il business delle adozioni, ma anche il traffico umano per scopi di pedofilia, schiavitù e traffico di organi. Ma anche  e soprattutto il business delle case famiglia, secondo la Federconsumatori si tratterebbe di affari pari a 2 miliardi di euro all’anno. Alimentato da questi 35.000 bambini dislocati in strutture private sostenute dai comuni.

L’Italia ha ricevuto già condanne dalla CEDU per eccessivo zelo nell’allontanamento dei minori dalla famiglia.

“Per mantenere i bambini nelle strutture o in affido lo Stato arriva a spendere fra i 200 e i 300 euro al giorno, senza contare le spese legali e peritali. Perché questi soldi non sono usati per sostenere le famiglie in difficoltà?” La situazione che si è creata ci racconta infatti una società gravemente malata, in Italia i bambini sono “merce rara” e, premesso che il lato economico colpisce ogni ambito della vita, è stato gradualmente modificato un sistema di servizi che spesso segnalati, invece di appoggiare le famiglie nei momenti di difficoltà, al contrario arrivano a devastarle definitivamente, producendo nel contempo occasioni lavorative radicate sulla distruzione stessa. Famiglie lacerate, con bambini e ragazzi resi “orfani”, spesso con tutti e due i genitori viventi! si crea così una serie di situazioni dietro cui si può trovare di tutto. Il bambino strappato alla propria famiglia naturale, dopo alcuni anni di iter burocratico, viene dato in affido, l’affido si trasforma in adozione e così via, in un sistema barbarico di furto legalizzato di figli! Infatti in molteplici situazioni gli assistenti sociali, contornati da psicologi e psichiatri, non solo non risolvono i problemi della famiglia ma li creano attraverso il loro comportamento invasivo. La famiglia italiana è davvero in pericolo. Per quanto possa sembrare incredibile oggi a una famiglia qualsiasi possono essere sottratti i figli, tramite una decisione del Tribunale dei Minori, sulla base di rapporti scritti da assistenti sociali, psicologi e psichiatri che valutano l'operato dei genitori secondo le loro opinioni. creandosi un sistema “a catena di montaggio”, dai tratti disumani.

Il legislatore prevede che la sottrazione di minore sia perseguita come reato penale Dispositivo dell'art. 574 Codice penale: Chiunque sottrae un minore degli anni quattordici, o un infermo di mente, al genitore esercente la responsabilità genitoriale , al tutore , o al curatore, o a chi ne abbia la vigilanza o la custodia, ovvero lo ritiene contro la volontà dei medesimi, è punito, a querela del genitore esercente la responsabilità genitoriale, del tutore o del curatore , con la reclusione da uno a tre anni.

Alla stessa pena soggiace, a querela delle stesse persone, chi sottrae o ritiene un minore che abbia compiuto gli anni quattordici, senza il consenso di esso. Si applicano le disposizioni degli articoli [525] e [544] [c.p.p. 689] .

Fonte: http://www.brocardi.it/codice-penale/libro-secondo/titolo-xi/capo-iv/art574.html

Ai genitori e ai parenti pur essendo consentite le visite, sono i giudici a stabilirle durante le sentenze di allontanamento. Tuttavia è meglio che gli incontri non avvengano né nella casa d’origine né all’interno della comunità. Si scelgono degli spazi neutri, spesso molto lontani da casa, anch’essi gestiti dalle associazioni o dalle cooperative. Ed ecco che pure quei momenti così intimi, sospesi nel vuoto, sofferti, agognati, diventano un’ennesima occasione di guadagno. Calcolando che spesso i bambini vengono allontanati dalle famiglie povere, il metodo suona come una cattiveria ulteriore. Anche se, è comprensibile, le cooperative devono pagare lo spazio degli incontri, le bollette e il personale. Se i genitori non possono sostenere la spesa, allora provvedono i Comuni ma gli incontri diventano molto meno frequenti e non viene rispettata la disposizione dei giudici. Spesso  si sono verificati casi in cui il minore, spostato da una casa famiglia ad un’altra diventi praticamente impossibile per il genitore vedere il bambino, oppure che le stesse case famiglia creino difficoltà con genitori che esigono di avere notizie sul proprio figlio, anche dall’avere semplici contatti telefonici.

Per concludere, ci vuole una nuova normativa che dia la possibilità ai bambini di riavere la vita che avevano e che hanno altri bambini. Se si toglie un bambino ad una famiglia povera è pura cattiveria, perché invece di fare arricchire questi soggetti è meglio rendere alla famiglia povera il corrispettivo di un costo per bambino alla famiglia, e dargli la possibilità di non farlo uscire dal calore familiare. L’allontanamento è la certificazione di un fallimento dello Stato: invece di aiutare, con risorse o servizi adeguati, la famiglia e il minore che ci vive, si rischia di peggiorare le cose negando a un bambino il diritto di crescere tra i suoi, garantito dalle convenzioni internazionali, e creandogli un trauma probabilmente indelebile.

Secondo L’avvocato Carlo Priolo particolarmente attivo nella tutela di bambini in queste situazioni, i dati sono molto più allarmanti di quanto censito ufficialmente.

CARLO PRIOLO - MAFIA MINORILE
https://youtu.be/0XGHe2J_tII
Figli sequestrati ai genitori e carcerati nella case famiglia, dove scontano i carcere duro e vengono coattivamente separati dal contesto ambientale nel quale hanno vissuto. Sono 40 mila in Italia i bambini rapiti ai genitori ed infoibati nei Lager di Stato. Il traffico di "carne umana" crea un giorno d'affari di 3 miliardi l'anno più l'indotto.

Perdita Sovranità

Una nuova economia, unendo le persone verso la sovranità monetaria, legislativa, esecutiva e giudiziaria.

Pressione Fiscale

Verificare la titolarità e la validità del presunto debito imputato verso la Persona Umana.

Leggi Tutto

Rovina Economica

Favorire la ricostruzione delle attività locali, micro imprese ed individuali una volta liberate dal debito.

Fallimenti

Favorire la ricostruzione delle attività locali, micro imprese ed individuali una volta liberate dal debito.

Suicidi

Realizzare un miglior tenore di vita in cui si prospetti un futuro soddisfacente per le persone.

Bambini portati via dalle famiglie

Garantire che ogni famiglia abbia una abitazione ed un reddito e condizioni adeguate per poter crescere in figli in maniera ottimale.

Pensioni da fame

Il ripristino tramite la sovranità monetaria di un reddito che garantisca alle persone non più adatte al lavoro una vita più che dignitosa.

Senza tetto

Il ripristino tramite la sovranità monetaria di un reddito che garantisca alle persone non più adatte al lavoro una vita più che dignitosa.

Delocalizzazione

Riportare l’artigiano, l’agricoltura, ditte ed aziende locali ad operare nel territorio della nazione.

Disoccupazione Giovanile

Inserire nel mondo del lavoro tramite la crescita delle attività locali in via di sviluppo programmato.

Fuga giovani all'estero

Inserire nel mondo del lavoro tramite la crescita delle attività locali in via di sviluppo programmato.

Delinquenza dilagante

Educare all’impegno civico, alla condivisione e collaborazione verso una società responsabile.

Donne minacciate

Educare all’impegno civico, alla condivisione e collaborazione verso una società responsabile.

Scuola

Realizzazione di strutture e progetti volti a sviluppare l’educazione e la formazione degli studenti.

Mobilità e Trasporti

Agevolare mezzi di trasporto ecologici ed ottimizzare i trasporti per le effettive necessità.

Ricostruzione

Ottimizzare le risorse, anche a mezzo contributi e volontariato, per ricostruire quanto abbandonato da una gestione privatistica del sistema attuale.

Disabili

Ottimizzare le risorse gestionali ed umane, per rendere la vita delle persone disabili il più possibile armonica nella società.