Martedì, 20 Ottobre 2020 09:45

Profit e no profit: due realtà che si incontrano In evidenza

Scritto da Blogger
Vota questo articolo
(0 Voti)

Profit e no profit: due realtà che si incontrano

La Start Up Agricola Benefit che gestirà Il Centro Polifunzionale si propone come da Business Plan, di utilizzare il 51% del reddito netto per la creazione di un altro centro in un'altra regione e così via per gli anni successivi in modo da avere con il primo investimento iniziale altri centri in tutte le regioni Italiane creando così lavoro e dando vita ad  una economia virtuosa, circolare, inclusiva e Green. avendo come priorità l'aspetto Sociale, Ambientale e poi Economico, insomma una economia Resiliente che sia Ecocentrica e non Egocentrica, mentre il 49% degli utili verranno re-distribuiti fra i soci.

In oltre il 10% del ricavato netto alla vendita dello stesso e di tutte le imprese che faranno parte della filiera , saranno devoluti alla  ONLUS Resilienza Italia, per la realizzazione di manufatti in Bioedilizia utilizzando prevalentemente il Biomattone di Canapa (come asili nido, scuole, aree giochi, palestre, etc.) che saranno messe a disposizione in maniera totalmente gratuita a tutti i membri delle famiglie che lavoreranno in maniera diretta o indiretta con il Centro Polifunzionale "IL Borgo Della Canapa", in modo da creare una vera e propria comunità sicura, serena e resiliente, nonché autosufficiente, creando così non più una Green Economy, bensì una Blue Economy.

Pensare alla realizzazione di un borgo legato alla produzione della canapa è sembrata un'idea immediatamente stimolante perché poteva essere il modo per riuscire a mettere in pratica l'idea di nuove visioni urbanistiche ed architettoniche per un diverso presente, che mettano in pratica l'idea dell'economia circolare, ancora più avanzata della attuale green economy e definibile già blue economy.

Non è tanto l'idea dello sviluppo planivolumetrico ad essere innovativa: il concept si basa sulla ricerca di esperienze che nella storia dell'urbanistica e dell'architettura hanno già provato a costruire città verdi per la vita ed il lavoro in comunità con un nuovo assetto sociale, culturale ed economico. La pianta quindi potrebbe svilupparsi in qualsiasi altro modo o addirittura, se ci fossero delle situazioni di vecchi borghi da recuperare (l'Italia ne è piena), le stesse idee potrebbero essere applicate ovunque, anche se con qualche difficoltà ed attenzione in più dovute al fatto che si interviene su di un tessuto consolidato.

L'idea del "borgo della canapa" sulla quale abbiamo lavorato è quella di un organismo pressoché autosufficiente dal punto di vista energetico, delle risorse ambientali e della produzione di cibo considerando che dalla canapa prodotta si possono ottenere prodotti e sottoprodotti senza nessun tipo di scarto.

L'autosufficienza del borgo da un punto di vista del ciclo di lavoro è garantita dell'economia della lavorazione della canapa nelle sue declinazioni, economia che genera anche la possibilità di sviluppare il lavoro indotto per il mantenimento del borgo dal punto di vista alimentare e manutentivo.

L'energia necessaria al borgo sarà prodotta da sistemi di energia rinnovabile che potranno andare dai semplici pannelli fotovoltaici collocati sui tetti, la cui produzione sarà accumulata e condivisa sia per le abitazioni che per gli edifici produttivi, oppure da un mini impianto eolico, sempre con lo stesso concetto della condivisione; ma l'energia sarà anche integrata da tutto il riciclo dei sistemi di produzione sia della lavorazione della canapa che dai rifiuti organici che generano una biomassa da convertire e re-immettere nella rete del borgo.

Un progetto ambizioso e di una importanza rilevante sia dal punto di vista di Impatto Ambientale (ricordiamoci il valore aggiunto di questa pianta), sia dal punto di vista di Impatto Sociale/Economico (un'economia virtuosa che darebbe lavoro a circa 10.000 persone e creerebbe delle vere e proprie comunità indipendenti).

Oggi tutti parlano di coltivazione di Canapa, e tutti parlano di Filiera Agricola della canapa, ma manca ancora qualcosa, manca il CENTRO POLIFUNZIONALE DI TRASFORMAZIONE "IL BORGO DELLA CANAPA"  che in collaborazione con i nostri partner permetterà a tutti gli agricoltori che si avvicinano a questa coltura di avere una certezza di acquisto del loro prodotto e quindi darà alla parte commerciale una certezza di vendita dello stesso lavorato in prodotto finito qualitativamente eccellente.

Contribuisci al cambiamento che stiamo portando avanti, fai una donazione e condividi sui social la nostra campagna di raccolta fondi per la creazione de Il Borgo della Canapa, il primo Centro Polifunzionale di Ricerca, Trasformazione, Formazione e Commercializzazione della filiera canapaia italiana:

https://www.gofundme.com/f/il-borgo-della-canapa-di-resilienza-italia-onlus 

Il Borgo della Canapa

Letto 27 volte Ultima modifica il Martedì, 20 Ottobre 2020 19:41
Altro in questa categoria: « L'era dell'eco-responsabilità.

Lascia un commento

Assicurati di aver digitato tutte le informazioni richieste, evidenziate da un asterisco (*). Non è consentito codice HTML.