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Siamo Partiti! 

Scopri tutti i dettagli sulla realizzazione del Borgo della Canapa, i benefici per il territorio e per la popolazione che lo ospiteranno e i regali per i donatori della campagna:

https://www.gofundme.com/f/il-borgo-della-canapa-di-resilienza-italia-onlus 

Abbiamo dato il via alla raccolta fondi per la realizzazione de Il Borgo della Canapa di Resilienza Italia ONLUS, ill primo Centro Polifunzionale di Ricerca, Trasformazione e Coltivazione della Canapa Industriale. Supporta il nostro crowdfunding su GoFundMe e posaiamo insieme il primo mattone del Borgo.

Sii parte del cambiamento. Dona ora per aiutarci a realizzare Il Borgo della Canapa, una realtà Green possibile, in una vera e propria economia circolare a pieno supporto della popolazione italiana.

 

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Martedì, 08 Settembre 2020 09:49

Il coraggio di decollare

Il coraggio di decollare

 

La parola crisi nell’ideogramma cinese è composta da due simboli, uno che significa pericolo e l’altro occasione, ad evidenziare come nelle situazioni più critiche sia presente un potenziale di cambiamento che può permettere un salto di qualità.

Nella nostra lingua invece il termine deriva da Krino che significa separare, discernere, valutare.

La crisi è quindi un'occasione di rinnovamento per far emergere il meglio di ognuno.

Il Borgo della Canapa di Resilienza Italia nasce per dare una opportunità di lavoro e di sviluppo della economia italiana in linea con i requisiti di sostenibilità ambientale e sociale.

Ognuno può aggregarsi e contribuire in modo personale al nostro progetto che è quello di riqualificare la storica coltura della canapa industriale e di creare il primo Centro Polifunzionale per la Trasformazione Ricerca e Coltivazione della canapa in Italia.

Immaginiamo di fare un viaggio in aereo ed osservare una panoramica del nostro territorio: vedremmo ettari di terreni incoltiabbandonati, zone rurali dismesse, inquinamento del suolo delle acque e dell’aria.

Povertà, disoccupazione, degrado ed isolamento sociale.

Ed ora immaginiamo che con uno sforzo collettivo si prenda in mano la situazione partendo da un gesto semplice ed allo stesso tempo indispensabile:

Coltivare, prendersi cura della terra, ripercorrendo con metodi innovativi e supporto tecnologico quella che è stata una grande tradizione del nostro paese: la canapa industriale.

Vedremmo bonificati ettari di terreno altrimenti inutilizzabili, nascere centri di aggregazione e condivisione, sviluppare ricerca e qualità - essendo la canapa una pianta che offre migliaia di derivati impiegabili in ogni settore -, dando un significativo impulso a tutta la filiera ed indotto.   

Il Borgo della Canapa di Resilienza Italia ONLUS è tutto questo: un'opportunità concreta di riemergere uniti, riscoprendo le nostre tradizioni e le potenzialità del nostro presente. 

Scopri nel dettaglio il nostro progetto e come partecipare alla sua realizzazione.

https://www.ilborgodellacanapa.resilienzaitalia.org/

 

 

 

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Canapa industriale: Una breve panoramica del mercato attuale.

 

Nei primi decenni del secolo scorso l’Italia risultava al secondo posto dopo la Russia per superficie coltivata ed al primo posto per resa ad ettaro.

Successivamente la coltivazione di canapa industriale è stata sostanzialmente interrotta per privilegiare l'industria petrolchimica con gravi conseguenze sotto il profilo ambientale.

A livello europeo, solo Francia e Spagna non hanno mai interrotto la coltivazione, seppur con andamenti diversi.

Attualmente i principali paesi per produzione ed esportazione sono il Canada e la Cina, ma l’Europa resta la terza area al mondo grazie soprattutto all’incremento dato dai paesi dell’Est, in particolare Romania.  

Dati Istat del 2017 sulle superfici coltivate recentemente in Italia riportano che il ritorno alla coltivazione della canapa è un fenomeno abbastanza recente: la Toscana rappresenta da sola il 30% della superficie coltivata totale, seguita da Piemonte (21%) e  Veneto (14%), mentre il Lazio rappresenta il 4% delle coltivazioni di tipo sperimentali.

Negli ultimi tre anni, tuttavia, si assiste ad un incremento di piccole realtà imprenditoriali che iniziano la coltivazione della canapa per passione e desiderio di sperimentazione, considerazioni alle quali si è aggiunta la volontà di tutelare il territorio, creare nuove filiere locali e rilanciare questa coltura sul mercato.

I coltivatori italiani intervistati da Istat sostengono al 90% che nel prossimo futuro aumenteranno sia il numero di produttori che la produzione totale. Il 73% degli imprenditori ritiene necessaria una maggiore informazione, sia dei consumatori sia dei produttori, sui possibili utilizzi della canapa e la necessità di impianti di prima trasformazione, oltre a maggiori incentivi alla coltivazione ed una maggior chiarezza legislativa e burocratica a supporto della riqualificazione della canapa industriale nel nostro Paese.

Per queste ed altre ragioni Il Borgo della Canapa si propone di realizzare il Primo Centro Polifunzionale di Ricerca, Trasformazione e Coltivazione della Canapa che supporti gli agricoltori e l'intera filiera con tecnologie di avanguardia, favorendo la produzione di sementi italiane di qualità e la produzione di derivati su più settori.

Sostieni il nostro progetto, seguendo e partecipando alle varie iniziative tramite i nostri canali di comunicazione. 

 

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Sabato, 13 Giugno 2020 12:25

Le interviste del Borgo

A partire da oggi, abbiamo deciso di condividere con i nostri lettori una breve intervista ai principali protagonisti del progetto de Il Borgo della Canapa, per aiutarvi ulteriormente a capire questa nuova realtà e la passione con cui tutti noi ci approcciamo al progetto.
Ad aprire le danze, l'intervista all' architetto Daniele Menichini, professionista incaricato per la creazione delle strutture del Borgo.

1) Cosa ne pensa del progetto il Borgo della Canapa?

L’idea di creare un Borgo da dedicare ad un progetto innovativo è sicuramente molto stimolane ed adeguata alla contemporaneità in cui attorno alla coltivazione di un prodotto agricolo si sviluppano aspetti sociali di diversa natura e che vanno oltre la semplice logica del profitto e aprono invece ad una nuova prospettiva in cui attorno ad un prodotto agricolo si sviluppano ricerca, innovazione e tanto altro; è chiaro che l’aspetto economico ha il suo valore, ma l’aspetto sociale e culturale di approccio all’idea sono sicuramente molto interessanti intorno al tema della canapa sempre divisivo dal punto di vista dell’approccio. Il Borgo della Canapa può essere la dimostrazione che si deve andare oltre certi schemi e capire le differenze.

 

2) Perché ha deciso di collaborare con Resilienza Italia?

Perché per noi è importante dedicarsi a nuove modalità di fare progetto ed architettura intorno a tutti quelli che sono i temi dello sviluppo sostenibile e nel raggiungimento dei 17 obiettivi strategici individuati per l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, in cui l’aspetto dello sviluppo sostenibile è multidisciplinare e non riguarda solo il comparto dell’edilizia. L’edilizia ne è una parte insieme alle altre, quindi si tratta di collaborare per stimolare una nuova discussione sui temi della responsabilità che tutti noi abbiamo verso il nostro pianeta.

 

3) Di cosa si occupa la sua società e come si può integrare con il progetto di Resilienza Italia Onlus?

Noi siamo uno studio di progettazione che si occupa di urbanistica e d architettura e quindi il nostro apporto al progetto di Resilienza Italia Onlus è quello dello sviluppo del Borgo della Canapa tenendo conto dei vari aspetti che ruotano attorno al tema del progetto eco-responsabile; l’obiettivo dovrebbe essere quello di concepire un nuovo modello aggregativo che ruota intorno al tema della coltivazione della canapa per renderlo autosufficiente dal punto di vista energetico e dello sfruttamento delle risorse ambientali, affinché il borgo abbia un impatto ambientale zero sul pianeta e che sia non emissivo nel confronti della anidride carbonica; essere un nuovo insediamento che fa bene all’economia, alla cultura, alla società e soprattutto al nostro pianeta.

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